lunedì 30 aprile 2012

Berlusconi, le donne e le sit-com

L'avevo già fatto notare una prima volta poco meno di un anno fa. Silvio Berlusconi, cone le sue vicende "extra-parlamentari", ha fatto il giro del mondo ed è entrato a far parte dell'immaginario collettivo (non necessariamente colto) in particolare degli americani, che inseriscono battute su di lui anche nelle sit-com più popolari, quelle che di solito offrono battute facili facili.


Alcuni giorni fa è (ri)capitato in New Girl, serial della Fox con protagonista la carinissima Zooey Deschanel, che in una scena avverte un suo coinquilino di non portare a casa minorenni come al solito, aprostrofandolo, appunto, "Berlusconi".


Tra qualche mese vedremo che effetto avranno fatto oltreoceano le dichiarazioni di Berlusconi sulle gare di burlesque.

venerdì 27 aprile 2012

The Avengers: recensione critica

Dopo la recensione nerd (necessaria per un film del genere), provo a dire la mia sul film dei Vendicatori con maggiore spirito critico. Rimane intatto, ovviamente, il giudizio positivo sul film, ben scritto e mai noioso, che viaggia a metà strada tra la versione classica del gruppo e quella "estrema" degli Ultimates. Insomma, si tratta davvero di un buon film d'azione e di certo di uno dei migliori film di supereroi, se non altro per la quantità di materiale offerto con un'unica pellicola.


Certo non si tratta di un film esente da difetti. Pur essendo attenta ai particolari (soprattutto nell coreografie delle battaglie), la sceneggiatura presenta alcune forzature e un paio di passaggi non ben spiegati, che lasciano un po' perplessi. E anche la risoluzione finale risulta un po' fiacca, nella sua estrema semplicità.
Però, al tempo stesso, lo script garantisce un'invidiabile armonia tra momenti drammatici e comici, tra scene d'azione e di riflessione, facendo tenere un ottimo ritmo al film e non annoiando mai lo spettatore. In particolare, la grande battaglia finale è un crescendo di emozioni (pur senza un apice all'altezza, come detto), in cui le coreografie entusiasmano nella loro chiarezza e linearità (cosa non scontata, con così tanti personaggi in scena). Inoltre, nel complesso, non era per nulla facile riuscire a garantire una buona caratterizzazione di tutti i personaggi, vista la grande quantità. E invece a Joss Whedon e soci bastano poche scene e poche battute per definirli al meglio e presentarli in modo esaustivo ma senza ridondanza per chi avesse già visto i cinque film precedenti.


Quelli che ne beneficiano di più sono i personaggi che erano stati caratterizzati in modo più approssimativo nei "prequel", ovvero Capitan America (che nonostante l'orrido costume fuga ogni dubbio sulla sua leadership), la Vedova Nera e Occhio di Falco (per quest'ultimo, in particolare, è stato ritagliato un ruolo appropriato nella prima metà di pellicola che gli ha permesso di non rimanere schiacciato dai pezzi grossi). Tony Stark/Robert Downey Jr., invece, è talmente rodato che brilla già di suo, mentre Thor è l'unico personaggio forse un po' in ombra.
Una menzione particolare la merita Mark Ruffalo, chiamato a intepretare ben due ruoli, quello di Bruce Banner (un uomo tormentato sempre sul punto di esplodere) e quello di Hulk (un gigante furioso in motion capture). Il suo risulta uno degli Hulk più convincenti di tutti i tempi, anche quando si ritrova protagonista di alcuni siparietti comici.


Per tutti i fan dei personaggi, poi, The Avengers riserva più di una sopresa e davvero tante emozioni, dal primo all'ultimo minuto. Anzi, anche dopo, grazie all'ormai immancabile scena posizionata dopo i titoli di coda, che garantisce trepidazione sicura in attesa del sequel, anche se prima ci saranno Iron Man 3, Thor 2, Capitan America 2 e chissà che altro. Questo anche grazie a effetti speciali non straordinari ma efficaci e nonostante una colonna sonora non particolarmente epica.
Due perplessità, infine: la prima è legata al 3D, che mi è sembrato inutile e mal realizzato, nonostante le mie scarse competenze in materia; la seconda riguarda traduzione e doppiaggio, tutt'altro che di ottima fattura (ho notato un paio di errori linguistici e inoltre temo che abbiano anche mancato alcuni false friend).

giovedì 26 aprile 2012

The Avengers: recensione nerd

OMG! Credo che The Avengers sia il miglior film di supereroi di tutti tempi! Epico, divertente, emozionante, da brividi lungo la schiena!


Un film leggendario e mai noioso, in cui i personaggi parlano e agiscono proprio come le loro controparti di carta (in particolare Capitan America, carismatico e fuori dal tempo, ben interpretato da un finalmente convincente Chris Evans), e che strizza in continuazione l'occhio ai fan della serie a fumetti. Il regista Joss Whedon (grande fan degli X-Men, di cui ha anche scritto un ciclo di episodi) e gli sceneggiatori dimostrano di conoscere le storie dei più potenti eroi della Terra, con citazioni dalla loro primissima avventura (firmata da Stan Lee e Jack Kirby), ma anche dagli Ultimates (i Vendicatori alternativi) di Mark Millar e Bryan Hitch (a partire dai Chitauri, che tuttavia risultano parecchio trasfigurati).
Una citazione particolare per le due protagoniste femminili del film: Scarlett Johansson, che ha interpretato una Vedova Nera meno seducente ma meglio caratterizzata rispetto a Iron Man 2, e soprattutto Cobie Smulders, la Robin Scherbatsky di How I Met Your Mother (la migliore sit-com di sempre) nei panni di Maria Hill, uno degli agenti dello S.H.I.E.L.D.
Peccato solo per un'inspiegabile scelta di traduzione: il titolo del film è rimasto "The Avengers", come in originale, e ci può stare, soprattutto se nel corso di esso si parla anche di "progetto Avengers". Però allora i protagonisti perché si autodefiniscono "Vendicatori"?
Dopo l'immagine, i tre momenti da pelle d'oca che secondo me regala questo film. SPOILER ALERT per chi non l'ha ancora visto!


1. Capitan (e non Captain) America che si mette a dare ordini al gruppo... Hulk compreso! In poche battute, nonostante l'orrido costume, Cap raggiunge uno spessore caratteriale che gli era mancato in tutto un intero film a lui dedicato.

2. L'apparizione di Thanos nella consueta scena post-titoli di coda (anche se io avevo già immaginato, durante il film, che sarebbe stato proprio lui il villain misterioso che si nasconde dietro a Loki).

3. Iron Man che, durante la battaglia contro i Chitauri in piena New York, fa rimbalzare i raggi repulsori sullo scudo di Capitan America... momento clou dello scontro finale (insieme a un'epica battuta proferita da Bruce Banner appena prima di trasformarsi in Hulk ed entrare in azione: "Io sono sempre arrabbiato").

E ora... aspettiamo con ancora maggiore trapidazione The Avengers 2, no?

P.S. Possibile che non si siano ricordati di far gridare a Capitan America, nemmeno nella battaglia finale, un "Vendicatori uniti"?

lunedì 23 aprile 2012

Mytico?

Se nelle ultime settimane siete rimasti sul pianeta Terra, allora di sicuro saprete già cos'è Mytico: la prima serie a fumetti interamente prodotta da un grosso gruppo editoriale (RCS) per essere allegata ai propri quotidiani (Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport).
Ma com'è questo Mytico? Be', due numeri sono pochi per giudicare, però alcune considerazioni si possono ovviamente fare. Scindendo quelle sull'operazione editoriale da quelle sul prodotto in sé.


Editorialmente parlando, non si può non valutare positivamente questa proposta, che ha lo scopo di offrire ai genitori qualcosa da comprare per i propri figli: un prodotto "cool", ma che possa avere anche una parvenza di opera didattica. E da questo punto di vista, il progetto può dirsi davvero ben studiato, anche se ovviamente saranno i numeri a fare da sentenza definitiva.
L'idea di proporre il mito in chiave supererostica non è originalissima, ma ha molto probabilmente un suo appeal per un ragazzino (a me, per esempio, avrebbe affascinato molto, essendo stato da bambino un grande appassionato di mitologia, greca e non solo). E poi i supereroi hanno sempre attinto a piene mani dalla mitologia classica (basti pensare al primo Flash, creato sullo stampo di Hermes/Mercurio), quindi il lavoro di "adattamento" sarà forse stato più semplice che in altri casi.
Anche il formato comic book (a colori) può funzionare, visto che richiama serie di successo per ragazzi con un minimo di attinenza (anche se ormai di diversi anni fa), da PK in poi.


Al contempo, ho apprezzato il lavoro svolto dagli autori per i primi numeri (Stefano Ascari, Andrea Riccadonna e Andrea Meloni per il primo, Diego Cajelli, Ivan Fiorelli e Moreno Dinisio per il secondo). Si è scelto innanzitutto di non prendere alla lettera i miti classici, ma di adattarli in base alle necessità, all'effetto scenico e alla drammatizzazione degli eventi, pur mantenendo un impianto (per quanto possibile) realistico. La scelta è accettabile, considerando che, nonostante la parvenza iniziale, questa serie sembra più votata all'intrattenimento che alla didattica. Scopo che tra l'altro era alla base anche dei racconti a cui si ispira, utilizzati per passare il tempo e per spiegare determinati avvenimenti, non per fornire un insegnamento (ed è quindi giusta l'idea di lasciar fuori da queste storie una qualsiasiasi morale di fondo).
Eroi e dei vengono invece presentati nelle loro versioni archetipiche, e questo forse potrebbe causare una mancanza di immedesimazione da parte dei lettori. Se nel secondo episodio, però, la figura di Iolao (nipote di Eracle) ricorda quella dei classici sidekick dei supereroi (con i quali condivide, in parte, il ruolo all'interno della storia), ci si è tenuti invece lontani dalle soluzioni (grafiche e narrative) tipiche del fumetto giapponese (in cui spesso si trasfigurano i personaggi per renderli più "amichevoli" o cool, e quindi più carismatici per un giovane lettore).


Anche il disegno sembra seguire questa direttiva, attraverso la scelta di una linea chiara di semplice lettura, senza stilizzazioni alla giapponese né esagerazioni anatomiche all'americana, in cui i colori svolgono anche un'essenziale funzione caratterizzante (oltre che di riempimento, perlomeno nel primo numero, in cui gli sfondi sono quasi totalmente assenti). In questo modo i personaggi risultano ben definiti e sicuramente dotati di un'aura "mitica" e possente.
Realismo, quindi, che può ricordare quello delle storie del Giornalino, se vogliamo rimanere in ambito di fumetto per ragazzi, ma privo di quel gusto fortemente vintage che caratterizza queste ultime (senza voler intendere un'accezione negativa per questa espressione). In parte per l'utilizzo di un layout all'americana, quindi più dinamico e talvolta cinematografico, in parte per l'impostazione dei racconti, incentrati sull'azione tout court, con preamboli e spiegazioni intermedie confinati all'interno di didascalie sporadiche e succinte, che non risultano mai ridondanti. A ulteriore conferma, quindi, di come conti più l'intrattenimento che la didattica.
Le storie risultano quindi scorrevoli, anche grazie a sceneggiature ottimamente ritmate, con layout e inquadrature tutt'altro che ripetitivi, dialoghi mai fuori luogo (anche se poco brillanti) e stacchi narrativi ben strutturati.
Questo è, in ogni caso, un tipico prodotto creato a tavolino, per il quale è quindi più importante la valutazione quantitativa rispetto a quella qualitativa. Aspettiamo dunque che trapelino i primi dati di vendita, per una reale indicazione!

giovedì 19 aprile 2012

C'è un nuovo Spider-Man in città

Arrivo in ritardo come sempre, lo so. Solo ieri sera son riuscito a leggere il primo numero di New Ultimate Spider-Man della Panini Comics, contenente le prime due storie con protagonista il nuovo Uomo Ragno di colore, Miles Morales, che ha sostituito il deceduto Peter Parker nell'universo alternativo Ultimate e tanto ha fatto discutere pochi mesi fa negli Stati Uniti e in Italia.


Quella del personaggio di colore è chiaramente una scelta commerciale, più che narrativa. Non potendo spremere più di tanto il Peter Parker originale (come cercato di fare, in parte, con One More Day), già la Marvel e Brian Michael Bendis avevano provato, un paio d'anni fa, a dare un taglio più "giovanile" alla sua versione Ultimate, anche con uno stile di disegno tendente al manga, ma con risultati non eccezionali. Le storie in questione, infatti, risultato tra le più fiacche della lunga gestione di Bendis sulla collana.
Allora la Marvel ha pensato bene di provare a cogliere due piccioni con una fava: cercare risalto mediatico con la morte di Peter Parker (obiettivo ampiamente raggiunto) e magari raccogliere qualche nuovo lettore con il nuovo Spider-Man, appunto, Miles Morales, teen ager forse ancora più giovane del personaggio creato da Stan Lee nel 1962 e, soprattutto, con padre afroamericano e madre ispanica.


Forse al pubblico italiano la questione colpirà di più, visto che la nostra non è ancora una società compiutamente multi-etnica, ma uno Spider-Man di colore potrebbe oggi essere parecchio credibile, visto che negli Stati Uniti le minoranze non sono più così tanto... minoranze, appunto. Se un ragno radioattivo mordesse davvero un ragazzo a caso, in effetti, ci sarebbero buone probabilità che il soggetto in questione sia portoricano, messicano o, appunto, afroamericano. Poi, probabilmente, per questa decisione ha avuto un ruolo importante anche la presenza, alla Casa Bianca, di un presidente di colore, Barack Obama.
Operazione di marketing, quindi, ma ben supportata da una storia di buonissima fattura. Mentre sulle varie serie dei Vendicatori Bendis è poco costante, su Ultimate Spider-Man ha sempre svolto un lavoro egregio, dimostrando di trovarsi particolarmente in sintonia con personaggi e ambientazioni. E queste prime due storie del nuovo corso confermano tale feeling, nonostante il cambiamento radicale. Le storie sono brillanti e raccontano la realtà contemporanea con particolare realismo, svecchiando il mito di Spider-Man pur senza tradirne lo spirito originario (anzi, ripristinandolo). E poi Miles è un personaggio a cui sarà probabilmente facile affezionarsi.
La serie parla infatti un linguaggio moderno e potrebbe di certo attirare un pubblico più giovane di quello dei classici fumetti di supereroi... perlomeno negli States.


A contribuire all'ottima riuscita sono stati senz'altro anche i disegni di Sara Pichelli (italiana, sì), creatrice grafica dei personaggi (e del nuovo costume, che adoro), a cui si devono il disegno qui sopra e il primo piano di Miles Morales più su (la copertina in alto invece è dell'altrettanto bravo Kaare Andrews). Sara è molto brava nel caratterizzare i personaggi e nel farli recitare, mettendo in scena al tempo stesso tavole dalla regia mai monotona, qualità che risalta ancora di più in questi primi episodi in cui il protagonista è ancora privo di costume. Vedremo come se la caverà quando sarà l'azione a farla da padrona.
In un periodo in cui le storie di supereroi mi stanno un po' stancando, la freschezza di questa serie potrebbe davvero concedermi un bel sollievo!

lunedì 16 aprile 2012

Aspettando The Avengers (il film) #5

Il momento si avvicina, e io sono ufficialmente pronto: ho preso il biglietto per l'anteprima del 24 aprile!


A proposito invece di cose divertenti, mi è piaciuto molto questo mash up tra The Avengers e Friends, sit-com degli anni Novanta tanto cara a tanti (tra cui il sottoscritto).


E c'è anche un magnifico montaggio con I'll Be There For You dei Rembrandts, in stile Friends, appunto!


Per quanto riguarda il film vero e proprio, tra spot, trailer, clip e featurette, credo che ormai abbiamo già visto l'intero film. Vi propongo i video per me più interessanti, con due scene vere e proprio (casualmente incentrate sui due personaggi femminili... la seconda è in americano ed è tratta dal David Letterman Show).



Puff! Pant! Ci siamo quasi!

venerdì 6 aprile 2012

Capitan Padania no more?

Roberto Maroni ce l'ha fatta. Dopo anni di tentativi, finalmente è riuscito a spodestare Umberto Bossi dalla guida della Lega Nord con l'ausilio di uno scandalo come quelli in cui vengono coinvolti i politici veri. Con la caduta del Senatùr avrà forse termine anche la sua politica celodurista, a base di dita medie e canottiere.


Trovo curioso che proprio pochi giorni fa era riemerso un albo a fumetti (scansionato e diffuso in rete) di una decina d'anni fa, con protagonista Capitan Padania, l'eroe del Carroccio ispirato ad Alberto da Giussano.


No, non sto scherzando, è una roba vera e seria, nemmeno una parodia. Si tratta di un albetto davvero becero (e ovviamente propagandista), disegnato male e scritto peggio. E' sufficiente vedere qual è il nemico principale di Capitan Padania per capire il tenore di questa storia: Rimbambul il Super-Turco!


E tra i co-protagonisti della storia (che, se proprio ci tenete, potete scaricare da qui) ci sono anche lo stesso Bossi e il suo delfino Roberto Calderoli (anche lui implicato nello scandalo... con quella faccia, chi l'avrebbe mai detto che avrebbe potuto compiere una "furbata" così?).


L'epoca d'oro della Lega sarà davvero giunta al termine? La nuova direzione del partito riuscirà a ottenere gli stessi strabilianti risultati del passato? Oppure dovremo dire addio per sempre a Capitan Padania?

giovedì 5 aprile 2012

Aspettando The Avengers (il film) #4

Sono sempre stato appassionato di Lego, in particolar modo dell'utilizzo creativo che spesso ne viene fatto (come ho già avuto modo di raccontare anni fa). Ho accolto con un sorriso quindi la locandina del film dei Vendicatori ripensata in stile Lego.


In più, la Lego ha creato una serie di giocattoli ispirati ai personaggi del film. Sono talmente carini che mi viene voglia di collezionarli, anche se non sono un fan di action figure e roba varia (e speriamo che ne facciano anche un videogioco, come già avvenuto per Batman e tanti altri).


Nonostante il costume del film faccia schifo, tra questi il mio preferito è Capitan America, che è stato anche dotato di una moto.


Tornando al film vero e proprio, qualche giorno fa è stato diffuso un nuovo trailer... proveniente dall'est Europa, credo dalla Polonia (se qualcuno può confermarlo o smentirlo, che faccia pure), che mostra alcune scene finora inedite. Questo trailer è incentrato soprattutto sulla Vedova Nera... forse perché è nata nell'ex-Unione Sovietica?


A quanto pare, invece, hanno preparato un trailer per ognuno dei personaggi principali, ma credo che questo sia l'unico con scene nuove.

lunedì 2 aprile 2012

Rodolfo Cimino e i racconti attorno al fuoco

Dalla metà di gennaio circa avevo una bozza quasi pronta da pubblicare, iniziata dopo aver letto il volume dei Tesori Disney con la saga Nonna Papera e i racconti attorno al fuoco di Rodolfo Cimino, ma mai terminata per svariati motivi (un po' mancanza di tempo, un po' altre "urgenze" varie da pubblicare).
Vista la scomparsa (il 31 marzo) di quello che è stato considerato come uno dei più grandi scrittori umoristici del fumetto italiano, Cimino appunto, recupero e porto a termine quel post, modificandolo solo leggermente.


Avevo letto le storie raccolte in questo volume già all'epoca della loro pubblicazione originaria su Topolino, quando ero ancora un bimbetto, e le ricordavo davvero piuttosto bene (cosa rara). Segno probabilmente dell'originalità di queste storie, che fanno capire quanto Cimino fosse uno sceneggiatore furbo (oltre che bravo). Dato che non è possibile mettere i paperi e topi disneyani in alcune situazioni particolari, allora perchè non inventare appositi personaggi, in apposite storie, pur incastrate nell'universo di Paperino e compagni?
Le storie che Nonnna Papera racconta al suo parentame parlano così di amori lunghi una vita (con i protagonisti che invecchiano), di affondamenti (con presunti morti) e via dicendo. Un escamotage narrativo ben congegnato, insomma.
Speriamo che da qualche parte (in un secondo volume dei Tesori Disney?) possano spuntare anche le storie successive del ciclo che non sono entrate in questo bel cartonato, perché all'epoca, ormai cresciuto, avevo poi abbandonato la lettura settimanale di Topolino e quindi non le ho mai lette.


Questo qui sopra è il bel frontespizio che il forum del Papersera ha dedicato allo scomparso sceneggiatore veneziano.
Per un ricordo più articolato e un'analisi più approfondita dell'opera complessiva di Cimino, invece, visto che arrivo ultimo, mi limito a linkare quanto già scritto da gente più autorevole e preparata di me: Matteo Stefanelli, Roberto Gagnor e Luca Boschi (cliccate sui nomi per leggere i rispettivi articoli).