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domenica 24 agosto 2008

Lone Wolf & Cub di Kazuo Koike e Goseki Kojima

Qualche mese fa, la Panini Comics ha portato a termine la pubblicazione dell'edizione italiana del bellissmo manga Lone Wolf & Cub di Kazuo Koike e Goseki Kojima, un'opera straordinaria ambientata nel Giappone feudale, tra le più belle mai importate nel nostro paese dal Giappone, dove i personaggi sono talmente popolari da far parte dell'immaginario collettivo da decenni ormai, grazie anche a serie televisive e film (che sono arrivati anche da noi). Uno di questi viene citato di sfuggita anche da Quentin Tarantino in Kill Bill vol. 2 (prima del finale, nella scena in cui Black Mamba ritrova la propria figlia e insieme si addormentano davanti alla televisione: ebbene, in quel momento stanno proprio guardando le avventure del ronin Itto Ogami e del suo figlioletto Daigoro tratte dal film Shogun Assassin).
Da un punto di vista tecnico/narrativo si tratta di un'opera qualitativamente inarrivabile, capace di raccontare per immagini come pochi altri fumetti. Frank Miller (che in seguito alla lettura di Lone Wolf & Cub ha realizzato la miniserie Ronin) ha detto di averla apprezzata fin da subito, nonostante l'abbia scoperta in edizione giapponese senza poterne capire i dialoghi. Lo stesso Miller ha poi realizzato le copertine dei primi 12 volumi dell'edizione americana (scelte anche per l'edizione italiana).

Fin da quando ho letto l'ultimo volume di questa serie (composta da 28 tomi) ho pensato di scrivere qualcosa di particolarmente approfondito a riguardo, ma ho scoperto che c'è già chi l'ha fatto, certamente meglio di come avrei potuto farlo io, così mi limito a segnalarvi il link. Si tratta del bravo Guglielmo Nigro, che ha dedicato un articolo a Lone Wolf & Cub sulle pagine de Lo Spazio Bianco, come potete scoprire cliccando qui.

venerdì 1 agosto 2008

Cross Game di Mitsuru Adachi

Qualche mese fa, all'interno del Garage Ermetico, parlammo di Cross Game, serie più recente di uno dei pochi autori giapponesi che apprezzo davvero tanto, Mitsuru Adachi (o Adachi Mitsuru).

Il primo volume era carino, metteva in scena i personaggi e presentava uno snodo narrativo drammatico e interessante. Il secondo, a causa di uno stacco temporale molto netto, doveva reintrodurre i personaggi e quindi si poteva considerare un nuovo punto di partenza immediatamente dopo il precedente. In più, era infarcito del solito autoreferenzialismo di Adachi, che inizialmente diverte, ma alla lunga infastidisce (il primo capitolo del volume, però, da un punto di vista metafumettistico, è decisamente interessante).
Oggi invece ho letto il terzo numero di questa serie ottimamente confezionata dalla Flashbook e sono rimasto davvero (finalmente) molto soddisfatto. I personaggi finalmente cominciano a crescere e divenire familiari, mentre le vicende si fanno sempre più avvincenti e appassionanti. Nonostante, a uno sguardo superficiale, i manga di Adachi possano sembrare tutti molto simili tra loro, in realtà poco conta che a fare da sfondo ci siano quasi sempre il baseball, la scuola o altro, perché da una serie all'altra cambiano i personaggi e soprattutto gli intrecci che vengono intavolati tra di loro, sempre umani, mai banali.
Mi aspetto quindi molto dai prossimi numeri.
Tra l'altro Adachi sembra essere tornato di moda, se è vero che la Star Comics sta ristampando Short Program (raccolta di storie brevi) e la stessa Flashbook ha già annunciato per ottobre la pubblicazione di Katsu!, serie ambientata nel mondo del pugilato che, a detta di molti, è una delle migliori prodotte dall'autore nel corso della sua ormai lunga carriera.