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martedì 25 ottobre 2011

Come Zeman c'è solo Zeman

Nella mia breve vita, non ricordo un'altra persona nel mondo del calcio così intelligente, sinceramente sfacciata e dotata di una fine auto-ironia come Zdeněk Zeman.
Senza contare che si tratta anche di un allenatore preparatissimo, che probabilmente non ha ricevuto quel che meritava per cause esterne al vero gioco del calcio (non bisogna mai mettersi contro i potenti). Però Zeman è diventato comunque una leggenda, si è sempre rimesso in discussione, anche ripartendo da piccole società, ed è impossibile non tifare per lui, anche grazie al gioco spregiudicato e divertente che mette in campo.


Se a Natale vorrete farmi un regalo, quindi, il cofanetto della minimum fax che contiene due documentari e un libro a lui dedicati sarebbe molto ben gradito.


Io ho visto il primo dei due documentari, Zemanlandia, che era già uscito alcuni anni fa, e merita davvero di essere visto dagli appassionati, davvero una bella rappresentazione di quello che fu il "Foggia dei miracoli", una delle più belle esperienze del calcio moderno.

domenica 4 gennaio 2009

Uomo nel Buio di Paul Auster

Su questo blog non avevo ancora mai parlato di letteratura e mi pare sensato che, come prima volta, tocchi a Uomo nel Buio, ultimo romanzo del mio scrittore contemporaneo preferito, Paul Auster (pubblicato da Einaudi). Che si presenta, come raramente gli è capitato in passato, con un vero e proprio lavoro di impegno civile e politico. Il protagonista, August Brill è un critico letterario che, per cercare di evitare alla propria tragica esistenza, nell'oscurità di una notte insonne, immagina una storia, ambientata in un mondo parallelo in cui, dopo la constestata elezione di George W. Bush nel 2000, gli Stati Uniti sono stati spaccati da una nuova e sanguinosa guerra civile. Un romanzo appassionante, che fornisce uno spaccato dell'attuale situazione politica e sociale della nazione americana, senza evitare di soffermarsi sulle vicende private di un singolo cittadino e della sua famiglia, vittime della cattiva amministrazione del proprio paese ma anche simboli di una rinascita che si spera avrà prima o poi luogo. Quasi a voler dire che il sogno americano non è morto, ma che piuttosto si è, suo malgrado, adattato alle circostanze. Un romanzo appassionante, dicevo, che ho divorato in pochissime ore, come non mi capitava da molto. Oltre che per aver letto un ottimo racconto, il piacere è anche quello di aver scoperto che Auster non ha imboccato una parabola discendente, cosa che temevo dopo aver letto i romanzi immediatamente precedenti a questo.

Vi consiglio inoltre di vedere la bella intervista che, qualche settimana fa, Fabio Fazio ha realizzato con lo scrittore, all'interno, ovviamente, del programma Che tempo che fa. La trovate qui.