Ecco perché Berlusconi ha potuto fare quello che ha voluto per più di 15 anni. Ecco perché la cultura è diventata una cosa di cui vergognarsi e di prescindibile. Ecco perché l'Italia rimane sempre una nazione popolata da furbi arrivisti intolleranti.
Ascanio Celestini sa sempre trovare le parole giuste.
Ieri sera sono andato a Ferrara a vedere lo spettacolo di Ascanio Celestini all'interno del sempre ottimo Festival di Internazionale. Lo spettacolo, intitolato Canzoni Impopolari, alterna canzoni carine (di stampo cantautoriale, interpretate con un stile recitativo à la De André) e con testi particolarmente brillanti ai soliti monologhi. Tra questi ultimi, ce n'è uno che mi ha colpito particolarmente e ve lo voglio dunque proporre, visto che YouTube me lo permette (era stato mandato già in onda all'interno della trasmissione Parla con me).
Celestini ovviamente non è un giornalista, di solito racconta cose più o meno note e la forza dei suoi monologhi (per quanto non sia un esperto di teatro) mi pare che derivi più che altro dalle situazioni che riesce a creare attraverso un uso strordinario delle parole. E questo brano non fa eccezione... per quanto riprenda vicende che sono note a tutti, fa impressione sentir sottolineare quanto ormai siamo vittime passive di un nuovo fascismo di stampo istituzionale. E la cosa peggiore è proprio che da parte della maggior parte della gente non c'è il benché minimo accenno di indignazione! Bah!
"Giustizia" non è una parola che mi piace molto. La ricollego a un qualcosa di aleatorio e sfuggente. Forse è una parola troppo netta per essere utilizzata con la giusta cognizione di causa. Fatto sta che due giorni fa, come tanti altri, sono rimasto in attesa di conoscere la sentanza del processo relativo all'omicidio, commesso da quattro poliziotti, del diciottenne ferrarese Federico Aldrovandi. Tre anni e sei mesi a ciascuno dei poliziotti, accusati di eccesso colposo nell'omicidio colposo, tra gli applausi dei famigliari di Federico. E' da allora però che mi frulla in testa un pensiero... Si è trattato davvero di una sentenza giusta? E' stata davvero fatta giustizia? Probabilmente la famiglia di Federico ha effetivamente trovato giustizia, ma se un ragazzo viene ammazzato di notte, da dei poliziotti esaltati, senza un briciolo di motivazione, il problema è a monte. E' culturale, è politico, è sociale... Perciò non mi sento di dire che è stata fatta giustizia, perché di casi come quello di Aldrovandi ce ne sono in continuazione, purtroppo, anche se i mezzi di comunicazione non ne parlano, a meno che non ci scappi il morto, come in questo caso o in quello di Carlo Giuliani. Non me la sento neanche di dire che si tratta di un piccolo passo in avanti, perché, in fondo, in questo caso, era obiettivamente difficile trovare un modo per non far ricadere la colpa sui poliziotti, così come è avvenuto, per esempio, durante il processo per "l'omicidio" del succitato Carlo Giuliani. E allora ecco che secondo me le parole di Ascanio Celestini in un suo monologo rimangono intatte. La divisa non si processa. Punto e basta.