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venerdì 11 gennaio 2013

Il camerata Beppe Grillo

Avevo promesso per oggi la classifica dei migliori fumetti del 2012, ma ho bisogno di fare una veloce  (ma sentita) divagazione su Beppe Grillo. Diciamo che è uno sfogo per quanto mi porto dentro da mesi e che cresce ogni volta che sento qualcuno a sinistra corteggiare il Movimento 5 Stelle oppure dichiararsi a suo favore.
Ecco, mi voglio rivolgere a tutte queste persone. Andate a rileggervi i libri di storia, per favore (non quelli voluto dalla Gelmini, però). E' tutto già scritto lì: l'abolizione dei partiti, la chiusura dei giornali (e dei telegiornali) non schierati, l'autarchia, l'epurazione dei dissidenti, l'aggressività e la mancanza di contraddittorio, il populismo qualunquista... avete già fatto due più due da soli? Altrimenti, dopo l'immagine troverete la soluzione.


Sì, le dichiarazioni sui migranti e sulla cittadinanza ai figli di questi, l'apertura ai fascisti di Casa Pound avvenuta proprio ieri e altre cose che non mi vengono in mente in questo momento... sono tutte dimostrazioni di un problema che non mi pare del tutto irrilevante: Grillo non è propriamente di sinistra, anzi. A me pare proprio un fascista fatto e compiuto.
E io, che prima di qualsiasi altra cosa sono antifascista, non ho mai nemmeno minimamente pensato di votare lui o il suo Movimento. E mi stupisco della gente che si definisce di sinistra e che pensa di allearsi con lui o anche solo di votarlo.

martedì 5 giugno 2012

Sacro terrore

Negli scorsi mesi si è fatto un gran parlare di Holy Terror, nuovo lavoro a fumetti di Frank Miller (da sempre uno dei miei autori preferiti) rapidamente sbarcato anche in Italia, con il titolo di Sacro terrore, per la Bao Publishing.


Partiamo dalle note positive. Per la prima metà della storia, Miller si è evidentemente impegnato (con successo) per offrire soluzioni grafiche di un certo impatto (grazie a tavole da cui il nero è stato grattato via per ricavare le sagome, come si può notare dall'immagine qui sotto) e anche alcuni passaggi narrativi piuttosto interessanti dal punto di vista tecnico. In queste pagine l'autore americano sembra aver infatti voluto riprendere il discorso artistico messo da parte per realizzare 300 e l'ultimo Sin City ("All'inferno e ritorno"), tornando a sperimentare con il bianco e nero e inserendo solo poche macchie di colore con una funzione iconica e narrativa, più che prettamente grafica.
Nella seconda parte, invece, i bianchi e neri si fanno più netti, Miller inizia a risparmiare sugli sfondi, ma la sintesi grafica rimane buona e ricorda molto da vicino quella di José Muñoz (come già in passato, tra l'altro). Meno apprezzabile, ma a tratti ancora piacevole.
Nelle ultime pagine, però, Miller appare ancora più svogliato: gli sfondi scompaiono del tutto, l'alternanza tra bianchi e neri perde sostanza, il tratto è tirato via in maniera eccessiva, i personaggi diventano macchiette parodistiche fuori luogo (e probabilmente il caro vecchio Frank cerca di citare, in modo però troppo approssimativo, le esagerazioni anatomiche di Jack Kirby) e l'utilizzo del colore diviene un inutile formalismo.


La scelta del formato orizzontale, sebbene permetta all'autore di sbizzarrirsi con inquadrature particolarmente ardite, sembra più un vezzo che una reale necessità. Se per 300 funzionava molto bene, visto che riusciva a dare profondità scenica alla schiera di soldati spartani impegnati in battaglia, qui sembra non avere davvero alcun senso.
A livello narrativo, poi, la storia manca del tutto di pathos e di drammatizzazione (e anche di una trama vera e propria, a dirla tutta). E' solo un grosso pretesto per fare propaganda anti-musulsumana, così come la storia era stata effettivamente presentata. E i dialoghi, asciutti come nella tradizione hard boiled tanto cara a Miller, risultano però sciatti, a eccezione di una o due occasioni, come quella della tavola qui sotto (in italiano il testo è diventato "Ci diamo alla diplomazia postmoderna"... e se questo è il meglio...).


Insomma, nonostante le pessime opinioni che mi erano giunte dagli States e non solo, ho voluto tastare di persona quale fosse la situazione di questo Frank Miller. Perché mi sembrava che l'attenzione fosse stata eccessivamente riposta sull'idea (ridicola, in ogni caso) di realizzare un'opera fascistoide, razzista, di propaganda, più che su forma e sostanza. Purtroppo, però, devo accettare con profonda mestizia che Sacro terrore è davvero una grossa schifezza, che brilla solo a tratti (e neanche tanto).
Non sminuisce ovviamente quanto di eccellente Miller ha fatto in passato, ma di sicuro getta un'ombra oscura sulla possibilità di leggere suoi nuovi capolavori (ero troppo ottimista anche prima, lo so).
So long, Mr. Miller.

giovedì 10 maggio 2012

Diaz - Don't clean up this blood

Diaz - Don't clean up this blood di Daniele Vicari è davvero un pugno nello stomaco! Probabilmente non racconta nulla che non sia già stato scritto o detto, ma un conto è leggere o sentire i racconti di certe vicende, un conto è vederle rappresentate.


Non è tanto per le scene più "splatter", poche, quanto per la crudezza del racconto, che ti spinge a chiederti quanto di quello messo in scena sia reale o romanzato, tra situazioni surreali e dialoghi allucinanti. E purtroppo è tutto vero, ben documentato e ripreso dai verbali dei processi riguardanti i fatti avvenuti nella scuola Diaz e nella caserma del Bolzaneto durante e dopo il G8 di Genova del 2001, dove manifestanti, giornalisti e avventori occasionali subirono vere e proprie torture.
Nonostante il realismo del racconto, Diaz rimane comunque più film che documentario, grazie alle microstorie di tanti personaggi (inventati) inseriti nel contesto storico, che contribuiscono anche a dare una maggiore profondità emotiva al lungometraggio.


Prima di vederlo, in effetti, mi chiedevo a cosa potesse servire un film rivolto probabilmente quasi solo a chi quelle vicende le conosceva già, ma Diaz si offre principalmente come un'opera di intrattenimento e non documentativa. Un'opera realistica, disturbante, che richiede molta attenzione, certo, ma che appassiona e che non annoia mai, nonostante le due ore abbondanti.
L'unico difetto che mi viene in mente (ma ce ne saranno sicuramente altri, magari dal punto di vista tecnico, che non sono stato in grado di notare) è quello di aver voluto mettere troppo in risalto il lato umano dei singoli poliziotti, con i loro pregi e difetti, pur nella loro mostruosità, mettendoli in primo piano rispetto agli altri personaggi. Un modo, forse, per cercare di mitigare possibili polemiche (che in effetti non sono mancate).


lunedì 18 luglio 2011

Revisionismo

Come nei due anni precedenti (potete leggere le relative storie qui e qui), anche nel 2010 ho partecipato con piacere all'antologia a fumetti promossa da Radio Sherwood di Padova con una mia sceneggiatura.
Quella dello scorso anno si intitolava Global Warming e ovviamente si occupava di riscaldamento globale. Tema che io ho preso molto alla larga, occupandomi dei sempre frequenti pestaggi da parte di gruppi neofascisti ai danni dei poveri sventurati che gli capitano davanti. Ma è anche una riflessione metaforica sullo stato attuale della nostra società (il titolo dovrebbe suggerire meglio cosa intendo).
Il disegnatore di Revisionismo è Mauro Balloni. Ci conosciamo ormai da qualche anno, ma questa è stata la nostra prima (e spero non ultima) collaborazione, a lungo inseguita (almeno da parte mia, visto che ritengo Mauro un disegnatore davvero molto bravo).
Vi lascio alla storia, cliccate sulle pagine per ingrandirle!

Anche se ormai avete già letto la mia storia, vi consiglio comunque di recuperare il volume in cui è contenuta, perché ci sono alcuni contributi davvero eccellenti.

P.S. La storia è stata rilasciata con licenza Creative Commons.

lunedì 4 luglio 2011

Indignazione ad alta velocità

Sono indignato per le cariche della polizia, in Val di Susa, mirate a zittire il dissenso, come ormai è pratica comune, in Italia, da una decina d'anni a questa parte. Sono indignato per i metodi delle forze "dell'ordine", che lanciano lacrimogeni ad altezza d'uomo e torturano i malcapitati che passano sotto le loro mani (perché il potere dà alla testa, si sa).
Sono indignato anche per le reazioni di quotidiani e partiti, di qualsiasi schieramento, pronti a colpevolizzare gente che vuole solo difendere il proprio territorio in nome degli interessi di pochi, appoggiando le versioni ufficiali, senza rendersi conto che ormai è facile venire sbugiardati da un video (forse è per questo che vogliono censurare il web, no?).


Mi viene naturale ovviamente esprimere solidarietà per i ragazzi rimasti coinvolti e feriti per mano di tali bestie, ma la cosa che mi perplime di più è la totale mancanza di rispetto per i diritti civili dell'uomo. Ieri è capitato in Val di Susa così come poco meno di 10 anni fa era capitato a Genova. E sarebbe troppo semplicistico addossare il problema a poche teste calde.
Direi che il video che segue, che sta facendo il giro della rete, descrive al meglio quanto successo ieri.


Per quanto la vicenda nel complesso sia davvero allucinante, a colpirmi di più è il fatto che si siano fermati solo perché ci fossero intorno le telecamere, e non per altro. Perché questi "poverini" non hanno avuto la stessa fortuna degli assalitori di Federico Aldrovandi o di Stefano Cucchi, quella di ritrovarsi senza nessuna ripresa video che potesse condannarli, ahiloro.
E in questo clima mi tornano alla mente le parole di un brano di Frankie HI-NRG del 1993, Libri di sangue.


martedì 14 dicembre 2010

L'eredità di Cossiga

Come nel marzo 1977 a Bologna, come nel maggio dello stesso anno a Roma, come nel luglio del 2001 a Genova. Per fortuna, però, questa volta abbiamo evitato il morto.


Perché non sono sorpreso?

domenica 4 ottobre 2009

Fascismo di stato

Ieri sera sono andato a Ferrara a vedere lo spettacolo di Ascanio Celestini all'interno del sempre ottimo Festival di Internazionale. Lo spettacolo, intitolato Canzoni Impopolari, alterna canzoni carine (di stampo cantautoriale, interpretate con un stile recitativo à la De André) e con testi particolarmente brillanti ai soliti monologhi. Tra questi ultimi, ce n'è uno che mi ha colpito particolarmente e ve lo voglio dunque proporre, visto che YouTube me lo permette (era stato mandato già in onda all'interno della trasmissione Parla con me).



Celestini ovviamente non è un giornalista, di solito racconta cose più o meno note e la forza dei suoi monologhi (per quanto non sia un esperto di teatro) mi pare che derivi più che altro dalle situazioni che riesce a creare attraverso un uso strordinario delle parole.
E questo brano non fa eccezione... per quanto riprenda vicende che sono note a tutti, fa impressione sentir sottolineare quanto ormai siamo vittime passive di un nuovo fascismo di stampo istituzionale. E la cosa peggiore è proprio che da parte della maggior parte della gente non c'è il benché minimo accenno di indignazione! Bah!

mercoledì 15 luglio 2009

Colpa cosciente

Soltanto una settimana fa parlavo della sentenza del caso Aldrovandi... E ieri è stata pronunciata la sentenza per l'omicidio di Gabriele Sandri, il tifoso della Lazio ammazzato in un autogrill dall'agente di polizia Luigi Spaccarotella, condannato a 6 anni di carcere, per omicidio colposo (quindi senza dolo, cioè non volontario, anche se in questo caso si parla di colpa cosciente, che non è facile da distinguere dal dolo eventuale, se ricordo ancora qualche nozione di diritto penale).
Beh... non credo che ci sia da aggiungere qualcosa a quanto ho già scritto in quell'occasione. Anzi, sì. Mi fa schifo che a mostrare solidarietà e sdegno alla famiglia di Gabriele sia stato il sindaco di Roma Alemanno. E che tra i ragazzi arrestati per aver manifestato il proprio dissenso ci siano degli esponenti della estrema destra romana. La sinistra ha davvero le ossa rotte... e le lotte per il garantismo si sono trasformate in qualcosa di realmente grottesco, che tende ad assomigliare sempre di più all'eversione fascista.

martedì 7 luglio 2009

E sono due...

Coff coff... c'è nessuno? E' rimasto qualcuno ad aspettare? Beh, io sono tornato, spero che ci sia ancora qualcuno all'ascolto.
Come mai questo lungo silenzio? Boh? Un po' per mancanza di tempo, un po' per mancanza di voglia, lo ammetto. Ora però ho di nuovo finalmente la volontà di riprendere a imbrattare queste pagine, a poco più di un anno dalla loro nascita.
E così come un anno fa avevo esordito presentando la mia storia presente sull'antologia Zero Tolleranza di Sherwood Comix (pubblicata da Becco Giallo), così quest'anno ricomincio annunciando che sarò nuovamente presente sull'antologia di Sherwood! E' cambiato l'editore (Nicola Pesce) e il titolo è più chiaro che mai: Sherwood Comix - Immagini che producono azioni. Quella qui sotto è la copertina, mentre più giù ancora trovate la quarta, con l'elenco degli autori presenti.


La mia storia (intitolata "Spazi Occupati") è disegnata da Alvise Rossi, con cui mi sono trovato a collaborare per la prima volta, per puro caso, ed è vagamente ispirata alle tragiche vicende che qualche settimana fa hanno colpito il CSOA di Taranto, il Cloro Rosso.
Venerdì sera, 10 luglio, alle ore 21, presso lo Sherwood Festival di Padova ci sarà la presentazione del volume, insieme ai due curatori Claudio Calia ed Emiliano Rabuiti e a una pletora di autori. Io ci sarò, spero che anche voi riusciate a farci un salto.

Tra l'altro, mi viene da pensare che questo libro non poteva uscire in un momento più adatto, in questi giorni in cui si stanno verificando in maniera ripetuta fatti davvero vergognosi. A Padova, Vicenza, Bologna, Napoli, Torino, Roma, Palermo... I diritti si sono trasformati in privilegi concessi a pochi "eletti". Stiamo vivendo un assurdo revival del ventennio fascista, con la polizia che non solo vieta, ma addirittura previene ogni tentativo di dissenso. Bisogna aprire gli occhi, non c'è più molto su cui scherzare...