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mercoledì 2 maggio 2012

In gita a Paperopoli

Ieri, camminando camminando, mi sono all'improvviso ritrovato nella celebre città di Paperino e Paperoga, ma senza essere in Francia o in Florida. Ecco una prova evidente!


lunedì 2 aprile 2012

Rodolfo Cimino e i racconti attorno al fuoco

Dalla metà di gennaio circa avevo una bozza quasi pronta da pubblicare, iniziata dopo aver letto il volume dei Tesori Disney con la saga Nonna Papera e i racconti attorno al fuoco di Rodolfo Cimino, ma mai terminata per svariati motivi (un po' mancanza di tempo, un po' altre "urgenze" varie da pubblicare).
Vista la scomparsa (il 31 marzo) di quello che è stato considerato come uno dei più grandi scrittori umoristici del fumetto italiano, Cimino appunto, recupero e porto a termine quel post, modificandolo solo leggermente.


Avevo letto le storie raccolte in questo volume già all'epoca della loro pubblicazione originaria su Topolino, quando ero ancora un bimbetto, e le ricordavo davvero piuttosto bene (cosa rara). Segno probabilmente dell'originalità di queste storie, che fanno capire quanto Cimino fosse uno sceneggiatore furbo (oltre che bravo). Dato che non è possibile mettere i paperi e topi disneyani in alcune situazioni particolari, allora perchè non inventare appositi personaggi, in apposite storie, pur incastrate nell'universo di Paperino e compagni?
Le storie che Nonnna Papera racconta al suo parentame parlano così di amori lunghi una vita (con i protagonisti che invecchiano), di affondamenti (con presunti morti) e via dicendo. Un escamotage narrativo ben congegnato, insomma.
Speriamo che da qualche parte (in un secondo volume dei Tesori Disney?) possano spuntare anche le storie successive del ciclo che non sono entrate in questo bel cartonato, perché all'epoca, ormai cresciuto, avevo poi abbandonato la lettura settimanale di Topolino e quindi non le ho mai lette.


Questo qui sopra è il bel frontespizio che il forum del Papersera ha dedicato allo scomparso sceneggiatore veneziano.
Per un ricordo più articolato e un'analisi più approfondita dell'opera complessiva di Cimino, invece, visto che arrivo ultimo, mi limito a linkare quanto già scritto da gente più autorevole e preparata di me: Matteo Stefanelli, Roberto Gagnor e Luca Boschi (cliccate sui nomi per leggere i rispettivi articoli).

giovedì 21 agosto 2008

Le Paperolimpiadi di Romano Scarpa

L'altro giorno sono andato in edicola per comprare il trentesimo volume de La Grande Dinastia dei Paperi e tra i fumetti della Disney ho trovato un volume intitolato Paperolimpiadi. Tornando con la memoria a una storia omonima che avevo letto da bambino, nel 1988, e di cui avevo cercato invano per anni un'edizione in volume di qualche tempo fa, l'ho preso freneticamente in mano e sono corso all'indice, solo per scoprire che, in effetti, all'interno c'era proprio quella magnifica storia di Romano Scarpa! Ovviamente l'ho preso al volo e me lo sono divorato nel giro di un paio di serate (neanche tanto afose, rispetto alla media stagionale).

Temevo di poterne rimanere deluso, come spesso mi è capitato nel rileggere cose che invece da bambino mi erano sembrate grandiose, ma per fortuna non è stato così. La storia infatti, ambientata durante le Olimpiadi di Seul del 1988, è eccezionale, ben scritta e dai contenuti veramente sorprendenti. Non è infatti la classica storia a sfondo sportivo con Paperino che tenta di fare l'atleta pur non essendone in grado. E' piuttosto una lunga avventura nella quale intervengono numerosi personaggi (compresi Topolino e Sgrizzo Papero, di cui mi ero completamente dimenticato), ricca di inserti fantascientifici, sentimentali e addirittura "politici" (nel senso ampio del termine), una cosa che oggi sarebbe probabilmente impensabile per una storia pubblicata sul settimanale più celebre della Disney. Un intero capitolo della saga è infstti dedicato alle vicende storiche che hanno portato alla separazione tra le due Coree e le conseguenze che ne sono derivate. L'argomento è trattato ovviamente con un taglio umoristico, ma in maniera comunque "colta", non da bambini decebrati (e da "conservare" inconsapevoli sotto vetro) come sembrano voler (anzi, dover) fare gli autori contemporanei.

Certo, c'è anche da dire che questa storia è di Scarpa, che, secondo me, tra gli autori Disney è secondo solo al grandissimo Carl Barks, ma le atmosfere di questa storia sono perfettamente in linea con quella di tutte le altre storie (o quasi, ovviamente) pubblicate sul settimanale fino ai primi anni '90, quando le vendite superavano il milione di copie. Invece oggi la qualità sembra non pagare (anche la schifezza, in realtà, se si pensa a quante poche centinaia di migliaia di copie venda oggi Topolino), come dimostra anche la recente, infausta, chiusura della testata Zio Paperone.