martedì 14 luglio 2009
Sosteniamo l'Art. 21 della "nostra" Costituzione
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domenica 12 luglio 2009
Nessuno ce la fa contro Gundam!
Lo so, è una notizia già vecchia... Però mi fa piacere comunque segnalarla su queste pagine, visto quanto mi piaccia il personaggio in questione.
In Giappone infatti hanno costruito una statua gigante (in scala 1:1, ovvero a dimensioni "reali", se così si può dire) di Gundam, uno dei robottoni più famosi dell'animazione giapponese. Posto a "difesa" di Tokyo, è davvero imponente, a giudicare da foto e video.
In Giappone infatti hanno costruito una statua gigante (in scala 1:1, ovvero a dimensioni "reali", se così si può dire) di Gundam, uno dei robottoni più famosi dell'animazione giapponese. Posto a "difesa" di Tokyo, è davvero imponente, a giudicare da foto e video.
Tra l'altro di notte lo scenario diventa molto suggestivo, dato che questa action figure gigante si illumina anche!Devo confessare che a me piacerebbe molto vederlo dal vivo, dev'essere uno spettacolo davvero particolare.
In ogni caso, se ma gli alieni attaccheranno la Terra, state tranquilli, perché Gundam ci difenderà! Sperando però che gli alieni inizino (come al solito) l'invasione proprio da Tokyo...
Approfitto comunque di questo post anche per consigliare la lettura di Gundam Origini, manga di Yoshikazu Yasuhiko ispirato alla prima serie animata dedicata al personaggio (pubblicata da Star Comics). Non si tratta però di una semplice trasposizione, dato che "Yas" ha infuso tutta la sua arte in quest'opera straordinaria, incentrata più sull'appofondimento dei personaggi (tra cui spicca Char Aznable, la Cometa Rossa, classica nemesi che riesce a mettere in ombra il protagostina, a cui tra l'altro l'autore ha dedicato un lunghissimo flashback, durato un bel numero di volumi) che sulle battaglie (che comunque sono davvero spettacolari), lasciando spesso Gundam sullo sfondo.
Approfitto comunque di questo post anche per consigliare la lettura di Gundam Origini, manga di Yoshikazu Yasuhiko ispirato alla prima serie animata dedicata al personaggio (pubblicata da Star Comics). Non si tratta però di una semplice trasposizione, dato che "Yas" ha infuso tutta la sua arte in quest'opera straordinaria, incentrata più sull'appofondimento dei personaggi (tra cui spicca Char Aznable, la Cometa Rossa, classica nemesi che riesce a mettere in ombra il protagostina, a cui tra l'altro l'autore ha dedicato un lunghissimo flashback, durato un bel numero di volumi) che sulle battaglie (che comunque sono davvero spettacolari), lasciando spesso Gundam sullo sfondo.
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venerdì 10 luglio 2009
Unusual Team-Ups #1: Come t'ammazzo il rapper (o quasi)
Una serie di albi recentemente pubblicati dalla Marvel Comics mi ha fatto pensare a come, nel corso degli anni, di team-up improbabili (a tratti imbarazzanti) nel mondo del fumetto americano ne siano stati prodotti a bizzeffe. Ho pensato così di inaugurare una serie di post (che vedrete spalmati nel corso delle settimane) in cui mostrarvi questi improbabili crossover.
Partiamo proprio con la più recente di queste "chicche", che ha visto uno di fronte all'altro The Punisher (o il Punitore, come si era soliti chiamarlo un tempo) e il rapper bianco per eccellenza, Eminem!

Per poter scrivere questo post, tra l'altro mi sono anche andato a leggere l'albo, nella speranza che Frank Castle avesse ammazzato Eminem. Invece il finale è tremendamente buonista e dopo una grande quantità di sparatorie e combattimenti cruenti, il Punitore decide di risparmiare il rapper, dato che in precedenza gli aveva salvato la vita... Bah!
Ma ovviamente Eminem non è stato il primo (né purtroppo sarà l'ultimo), tra cantanti e gruppi, ad apparire in un fumetto. Se dei Beatles ci occuperemo più avanti, ora ci tocca invece parlare dei Kiss, quei tipi truccati come pagliacci e pieni di borchie che suonano heavy metal fin dagli anni Settanta.
Ebbene, i Kiss nel corso degli anni sono stati addirittura protagonisti di diverse serie e miniserie a fumetti, in versione supereroistica. In particolare, a metà anni Novanta, la Marvel ha pubblicato una rivista intitolata Kiss Nation, in cui il gruppo ha avuto anche modo di incontrare personaggi come gli X-Men e il Dottor Strange. Ma il team-up più assurdo e meritevole di essere ricordato (pur se durato solo poche vignette) è stato sicuramente quello di cui vi mostro un'immagine... con Howard il Papero!
Ma ovviamente Eminem non è stato il primo (né purtroppo sarà l'ultimo), tra cantanti e gruppi, ad apparire in un fumetto. Se dei Beatles ci occuperemo più avanti, ora ci tocca invece parlare dei Kiss, quei tipi truccati come pagliacci e pieni di borchie che suonano heavy metal fin dagli anni Settanta.
Ebbene, i Kiss nel corso degli anni sono stati addirittura protagonisti di diverse serie e miniserie a fumetti, in versione supereroistica. In particolare, a metà anni Novanta, la Marvel ha pubblicato una rivista intitolata Kiss Nation, in cui il gruppo ha avuto anche modo di incontrare personaggi come gli X-Men e il Dottor Strange. Ma il team-up più assurdo e meritevole di essere ricordato (pur se durato solo poche vignette) è stato sicuramente quello di cui vi mostro un'immagine... con Howard il Papero!

Tutto vero, gente!
E nelle prossime puntate... comici, presidenti, conigli, dittatori, giocatori di basket e divinità!
E nelle prossime puntate... comici, presidenti, conigli, dittatori, giocatori di basket e divinità!
mercoledì 8 luglio 2009
Giustizia per Federico?
"Giustizia" non è una parola che mi piace molto. La ricollego a un qualcosa di aleatorio e sfuggente. Forse è una parola troppo netta per essere utilizzata con la giusta cognizione di causa. Fatto sta che due giorni fa, come tanti altri, sono rimasto in attesa di conoscere la sentanza del processo relativo all'omicidio, commesso da quattro poliziotti, del diciottenne ferrarese Federico Aldrovandi. Tre anni e sei mesi a ciascuno dei poliziotti, accusati di eccesso colposo nell'omicidio colposo, tra gli applausi dei famigliari di Federico.
E' da allora però che mi frulla in testa un pensiero... Si è trattato davvero di una sentenza giusta? E' stata davvero fatta giustizia? Probabilmente la famiglia di Federico ha effetivamente trovato giustizia, ma se un ragazzo viene ammazzato di notte, da dei poliziotti esaltati, senza un briciolo di motivazione, il problema è a monte. E' culturale, è politico, è sociale... Perciò non mi sento di dire che è stata fatta giustizia, perché di casi come quello di Aldrovandi ce ne sono in continuazione, purtroppo, anche se i mezzi di comunicazione non ne parlano, a meno che non ci scappi il morto, come in questo caso o in quello di Carlo Giuliani.
Non me la sento neanche di dire che si tratta di un piccolo passo in avanti, perché, in fondo, in questo caso, era obiettivamente difficile trovare un modo per non far ricadere la colpa sui poliziotti, così come è avvenuto, per esempio, durante il processo per "l'omicidio" del succitato Carlo Giuliani.
E allora ecco che secondo me le parole di Ascanio Celestini in un suo monologo rimangono intatte. La divisa non si processa. Punto e basta.
E' da allora però che mi frulla in testa un pensiero... Si è trattato davvero di una sentenza giusta? E' stata davvero fatta giustizia? Probabilmente la famiglia di Federico ha effetivamente trovato giustizia, ma se un ragazzo viene ammazzato di notte, da dei poliziotti esaltati, senza un briciolo di motivazione, il problema è a monte. E' culturale, è politico, è sociale... Perciò non mi sento di dire che è stata fatta giustizia, perché di casi come quello di Aldrovandi ce ne sono in continuazione, purtroppo, anche se i mezzi di comunicazione non ne parlano, a meno che non ci scappi il morto, come in questo caso o in quello di Carlo Giuliani.
Non me la sento neanche di dire che si tratta di un piccolo passo in avanti, perché, in fondo, in questo caso, era obiettivamente difficile trovare un modo per non far ricadere la colpa sui poliziotti, così come è avvenuto, per esempio, durante il processo per "l'omicidio" del succitato Carlo Giuliani.
E allora ecco che secondo me le parole di Ascanio Celestini in un suo monologo rimangono intatte. La divisa non si processa. Punto e basta.
martedì 7 luglio 2009
E sono due...
Coff coff... c'è nessuno? E' rimasto qualcuno ad aspettare? Beh, io sono tornato, spero che ci sia ancora qualcuno all'ascolto.
Come mai questo lungo silenzio? Boh? Un po' per mancanza di tempo, un po' per mancanza di voglia, lo ammetto. Ora però ho di nuovo finalmente la volontà di riprendere a imbrattare queste pagine, a poco più di un anno dalla loro nascita.
E così come un anno fa avevo esordito presentando la mia storia presente sull'antologia Zero Tolleranza di Sherwood Comix (pubblicata da Becco Giallo), così quest'anno ricomincio annunciando che sarò nuovamente presente sull'antologia di Sherwood! E' cambiato l'editore (Nicola Pesce) e il titolo è più chiaro che mai: Sherwood Comix - Immagini che producono azioni. Quella qui sotto è la copertina, mentre più giù ancora trovate la quarta, con l'elenco degli autori presenti.

La mia storia (intitolata "Spazi Occupati") è disegnata da Alvise Rossi, con cui mi sono trovato a collaborare per la prima volta, per puro caso, ed è vagamente ispirata alle tragiche vicende che qualche settimana fa hanno colpito il CSOA di Taranto, il Cloro Rosso.
Venerdì sera, 10 luglio, alle ore 21, presso lo Sherwood Festival di Padova ci sarà la presentazione del volume, insieme ai due curatori Claudio Calia ed Emiliano Rabuiti e a una pletora di autori. Io ci sarò, spero che anche voi riusciate a farci un salto.
Tra l'altro, mi viene da pensare che questo libro non poteva uscire in un momento più adatto, in questi giorni in cui si stanno verificando in maniera ripetuta fatti davvero vergognosi. A Padova, Vicenza, Bologna, Napoli, Torino, Roma, Palermo... I diritti si sono trasformati in privilegi concessi a pochi "eletti". Stiamo vivendo un assurdo revival del ventennio fascista, con la polizia che non solo vieta, ma addirittura previene ogni tentativo di dissenso. Bisogna aprire gli occhi, non c'è più molto su cui scherzare...
E così come un anno fa avevo esordito presentando la mia storia presente sull'antologia Zero Tolleranza di Sherwood Comix (pubblicata da Becco Giallo), così quest'anno ricomincio annunciando che sarò nuovamente presente sull'antologia di Sherwood! E' cambiato l'editore (Nicola Pesce) e il titolo è più chiaro che mai: Sherwood Comix - Immagini che producono azioni. Quella qui sotto è la copertina, mentre più giù ancora trovate la quarta, con l'elenco degli autori presenti.

La mia storia (intitolata "Spazi Occupati") è disegnata da Alvise Rossi, con cui mi sono trovato a collaborare per la prima volta, per puro caso, ed è vagamente ispirata alle tragiche vicende che qualche settimana fa hanno colpito il CSOA di Taranto, il Cloro Rosso.
Venerdì sera, 10 luglio, alle ore 21, presso lo Sherwood Festival di Padova ci sarà la presentazione del volume, insieme ai due curatori Claudio Calia ed Emiliano Rabuiti e a una pletora di autori. Io ci sarò, spero che anche voi riusciate a farci un salto.
Tra l'altro, mi viene da pensare che questo libro non poteva uscire in un momento più adatto, in questi giorni in cui si stanno verificando in maniera ripetuta fatti davvero vergognosi. A Padova, Vicenza, Bologna, Napoli, Torino, Roma, Palermo... I diritti si sono trasformati in privilegi concessi a pochi "eletti". Stiamo vivendo un assurdo revival del ventennio fascista, con la polizia che non solo vieta, ma addirittura previene ogni tentativo di dissenso. Bisogna aprire gli occhi, non c'è più molto su cui scherzare...giovedì 26 febbraio 2009
A volto coperto... alla Libreria Irnerio
Sabato 28 febbraio, alle 18.30, presso la Libreria Irnerio di Bologna (via Irnerio 47), si terrà la presentazione del libro a fumetti A Volto Coperto, di Luana Vergari e Francesco Mattioli. Io sarò lì a moderare la presentazione. Invitato dall'editore (ovvero Tunué), ho infatti accettato subito molto volentieri! Si tratta di una storia romantica dalle venature noir, nato dalla passione di Luana per il cinema francese di genere.
Accorrete numerosi, mi raccomando!
Accorrete numerosi, mi raccomando!
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