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giovedì 17 gennaio 2013

La Top 10 dei fumetti del 2012

Come promesso, anche se con un po' di ritardo, eccomi giunto all'ultima classifica dell'anno, dedicata ai 10 migliori fumetti inediti (avete già visto invece quella delle riedizioni?). Devo confessare di aver fatto fatica a stilare la classifica, perché nel corso del 2012 sono uscite molte cose interessanti, che si distanziavano l'una dall'altra in maniera minima. Di seguito comunque ci sono le mie proposte, dalla decima alla prima!

10
New Ultimate Spider-Man di Brian Michael Bendis, Sara Pichelli e altri (Panini Comics)


Pur essendo una serie probabilmente studiata a tavolino coinvolgendo esperti di marketing, si tratta di una delle novità più fresche e originali dell'ultimo anno supereroico (ne avevo già parlato qui). Miles Morales (il nuovo Uomo Ragno di colore) è un personaggio a cui è facile affezionarsi, le storie raccontano il presente più della media del panorama americano attuale e Sara Pichelli è perfettamente adatta alla serie, con il suo tratto realistico. E poi, gli elementi alla base del mito dell'Uomo Ragno ci sono tutti.

9
Moby Dick di Herman Melville e Bill Sienkiewicz (NPE)


La storia la conosciamo tutti, ma è sempre un piacere rileggerla. Il vero punto di forza del libro sono però le splendide illustrazioni espressioniste di Sienkiewicz, in grado di rendere come pochi altri con il giusto impatto grafico, senza risultare pleonastico, i tormenti di personaggi già ben delineati dallo stesso Melville attraverso l'uso delle parole. Ogni tavola sarebbe da appendere in una galleria d'arte. Brava poi la NPE a non lasciarsi tentare da una carta più lucida: quella opaca adottata trattiene infatti meglio le tonalità scure impresse sulle pagine dall'autore.

8
La Lega degli Straordinari Gentlemen: Century di Alan Moore e Kevin O'Neill (Bao Publishing)


C'è chi sostiene già da anni che Moore sia ormai bollito. D'accordo, sono lontani i tempi di opere innovative come Watchmen o From Hell, ma quando lo sceneggiatore barbuto decide di raccontare una storia, lo fa sempre con la giusta determinazione, offrendoci quanto meno intrattenimento di alto livello. Se solo si decidesse a variare un po' di più i temi delle storie, piuttosto che tirare in ballo sempre gli stessi elementi... Libro comunque tecnicamente ineccepibile, per qualità di sceneggiatura e disegno.

7
Topolino e gli Ombronauti di Casty (Walt Disney Italia)


Presentata sui numeri 2972 e 2973 di Topolino, questa storia varrebbe una posizione così alta in classifica già solo per il merito di aver recuperato un personaggio fondamentale come Atomino Bip Bip. A questo, però, aggiungiamo anche la straordinaria capacità di Casty di raccontare storie allo stesso tempo avvincenti e divertenti, in cui non mancano nemmeno accenni alla realtà (anche politica, cosa che nei periodici Disney non avviene praticamente mai). In tutto e per tutto, un bell'omaggio a Romano Scarpa, di cui Casty è forse l'unico vero erede.

6
Sweet Salgari di Paolo Bacilieri (Coconino Press/Fandango)


Il punto di forza di questo libro sono senz'altro i disegni. Bacilieri è uno dei migliori disegnatori italiani e oltretutto qui sperimenta un tratto più sintetico e con meno "fronzoli" rispetto ai lavori precedenti, che risulta particolarmente elegante e permette una lettura più immediata e coinvolgente, necessaria per addentrarsi nella vita di Emilio Salgari, scrittore dalla fervida immaginazione ma dalla vita ordinaria. La storia, ottimamente raccontata, è comunque apprezzabile per lo spiccato romanticismo con cui mescola realtà e fantasia, offrendo comunque uno profilo piuttosto crudo dell'autore che forse più di tutti ha segnato l'immaginario italiano.

5
La Bambina Filosofica: Houston, abbiamo un problema di Vanna Vinci (Rizzoli-Lizard)


Cinica, nichilista, asociale, sagace... sono gli aggettivi che meglio calzano alla Bambina Filosofica, protagonista di una delle poche strisce contemporanee in grado di continuare la tradizione ormai quasi del tutto perduta di Mafalda o Calvin & Hobbes. Un divertissement di ottima fattura, senza troppe inutili morali ma con tanta divertente causticità (e poi la confezione, a partire dagli acidi colori di copertina, è molto bella).

4
The Walking Dead di Robert Kirkman e Charlie Adlard (saldaPress)


Più ne leggo, più ne voglio. Nonostante le tantissime pagine già pubblicate, Kirkman riesce ancora a tenere il lettore sulla corda con la necessaria tensione, proponendo situazioni sempre nuove e interessanti e facendo evolvere i personaggi di pagina in pagina. E dimostrando sempre più, con ripetuti pugni allo stomaco, come i veri mostri siano gli umani, piuttosto che gli zombi, qui quasi invisibili. Adlard, poi, con i suoi disegni, riesce a descrivere alla perfezione la disumanità di tale squallore e al tempo stesso creare tensione narrativa. Senza TWD, il fumetto americano sarebbe molto più triste.

3
Nonnonbâ di Shigeru Mizuki (Rizzoli-Lizard)


Un'opera pubblicata in Giappone negli anni Settanta, ma che ancora oggi ha una potenza narrativa davvero straordinaria. Mizuki ci racconta del Giappone e dei suoi tanti spiriti in modo poetico ma realistico, offrendoci uno spaccato di un'epoca (gli anni Trenta) che non esiste più (purtroppo, per certi versi). Il racconto, in parte autobiografico, ha infatti un forte sapore nostalgico che permette di far adagiare il lettore comodamente nella lettura, divertendolo e incuriosendolo. Una storia con diversi piani di lettura, quindi, ma che esalta principalmente il potere della fantasia.

2
ABC di Ausonia (Coconino Press/Fandango)


Una fiaba contemporanea, raccontata con una sensibilità magistrale. ABC parla di persone e di sentimenti, e di come questi condizionino la vita umana fin oltre ogni volontà. Lontano da sperimentalismi estremi, Ausonia sembra quasi voler riassaporare il piacere della matita, donandoci personaggi indistinti dal punto di vista grafico, ma che ben si stagliano sullo scenario della rurale provincia italiana da lui delineata. Una storia che colpisce allo stomaco per la crudezza e il realismo con affronta il passaggio dall'adolescenza all'età adulta, pur attraverso personaggi di "fantasia" come i mezzi-morti con cui la protagonista deve interagire. Un vero e proprio romanzo di formazione, nonché il libro che più mi ha emozionato nel corso del 2012 (e che, in più, presenta una sceneggiatura davvero eccellente, dal punto di vista tecnico).

1
Una vita tra di margini di Yoshihiro Tatsumi (Bao Publishing)


Letteralmente, un pezzo di storia del fumetto giapponese. Una storia che racconta, implicitamente, di come Tatsumi abbia ricambiato il favore ai manga, che avevano cambiato la sua vita, cambiando la loro per sempre. Un'opera realizzata in maniera magistrale, con il tratto incerto dovuto alla tarda età dell'autore che regala emozioni vignetta dopo vignetta. Perché, anche tramite le imperfezioni artistiche, Tatsumi è riuscito a infondere tutto se stesso nella sua storia, trasformando la propria vita in un racconto ricco di colpi di scena, di alti e bassi, ma soprattutto di umanità. Quasi un saggio storico che insegna anche come raccontare tramite il fumetto. Un libro importante, per qualità e quantità, forse l'unico tra quelli pubblicati nel 2012.

Un podio quasi interamente occupato dai libri giapponesi, quindi, nel 2012. Chi l'avrebbe mai detto? Scherzi a parte, visto che fuori da questa classifica sono rimaste cose piuttosto interessanti, mi permetto di segnalarne altre dieci, tutte classificate a un ideale undicesimo posto. In ordine sparso: Grandville Mon Amour di Bryan Talbot (Comma22), Un polpo alla gola di Zerocalcare (Bao Publishing), Semplice di Stefano Simeone (Tunué), Shanghai Devil di Gianfranco Manfredi e disegnatori vari (Sergio Bonelli Editore), Daredevil di Mark Waid, Pablo Rivera e Marcos Martin (Panini Comics), Dracula di Bram Topker di Bruno Enna e Fabio Celoni (Walt Disney Italia), Saga di Brian K. Vaughan e Fiona Staples (Bao Publishing), Inside Moebius vol. 1 di Moebius (Comicon Edizioni), Umbrella Academy: Dallas di Gerard Way e Gabriel Bà (Magic Press).
Cosa ne pensate? Quali sono state le vostre letture preferite del 2012?

giovedì 10 gennaio 2013

La Top 5 dei fumetti del 2012 (categoria riedizioni)

Ed eccomi giunto alle classifiche fumettistiche, sicuramente le più importanti per quanto mi riguarda. Domani mi occuperò dei fumetti inediti usciti nel corso del 2012, oggi invece un piccolo (ma sostanzioso) antipasto con le ristampe.

5
La Casta dei Meta-Baroni - L'integrale di Alejandro Jodorowski e Juan Gimenez (Magic Press)


Meno male che c'è la Magic Press, con il suo piano di ristampe integrali dell'opera di un grande come Jodorowski. Oltre ai Meta-Baroni, non bisogna dimenticare anche la recente ripubblicazione dell'Incal (con i disegni Moebius). Così, pur trattandosi di una serie recente, non possiamo non essere contenti di poter ammirare ancora una volta il genio immaginifico dello scrittore di origine cilena, trasformato in immagini dal tratto incantevolmente lezioso di Gimenez, in un'edizione integrale e di pregio.

4
Lo Sconosciuto - Edizione integrale di Magnus (Rizzoli-Lizard)

Non si tratta di un'edizione definitiva (il cambio di formato non giova del tutto alle storie), ma resta pur sempre un libro molto importante. Perché propone per la prima volta, tutta insieme, una delle serie più belle di Magnus (con all'interno anche un capolavoro vero come "L'uomo che uccise Ernesto Che Guevara"), una delle opere più adatte a dimostrare come la distinzione tra fumetto popolare e fumetto d'autore sia sopravvalutata.

3
Hicksville di Dylan Horrocks (Black Velvet Editrice)


Una dichiarazione d'amore al fumetto proveniente dalla Nuova Zelanda. Forse a causa del distacco (fisico) dalle piazze fumettistiche che contano, il libro di Horrocks è romantico, a tratti poco lucido nel comunicare le proprie emozioni (ed è un bene, sia chiaro, dato che riesce a creare maggiore coinvolgimento), ma senza perdere mai di vista un formalismo pratico ed essenziale.

2
Nick Fury, Agente dello S.H.I.E.L.D. Omnibus di Stan Lee, Jack Kirby, Jim Steranko e altri (Panini Comics)


Dopo tantissimi anni di attesa, finalmente i Marvel fan (e non solo) possono ammirare di nuovo le innovative storie di Jim Steranko, che negli anni Sessanta hanno stabilito nuovi standard qualitativi per le serie supereroiche, introducendovi la pop art e le nuove tendenze artistiche di quel periodo. Storie ancora oggi avvincenti che mettono in risalto la straordinaria visionarietà del disegnatore americano. In più, ci sono anche alcuni racconti disegnati dal "Re" Jack Kirby. Il resto sembrerebbe di troppo, ma almeno fa contenti i completisti.

1
Ranxerox - L'integrale di Stefano Tamburini e Tanino Liberatore (Comicon Edizioni)


Stefano Tamburini era un genio. Oggi questa parola è abusata, ma lui lo era davvero. E Ranxerox è un importantissimo pezzo di storia del fumetto italiano (anzi, internazionale, considerando l'influenza che ha avuto anche in Francia e Stati Uniti). Ancora più prezioso, se consideriamo che è a tutti gli effetti una delle poche cose che purtroppo "Tamburo" ci ha lasciato in eredità. Storie ciniche e allucinate, disegnate perlopiù da un Liberatore efficacemente fotorealistico, che raccontano uno spaccato di realtà apparentemente senza tempo. Grazie alla neonata Comicon Edizioni per aver colmato questa grossa mancanza.

Altre cinque ristampe fuori classifica che meritano comunque una menzione? In ordine sparso: Black Orchid di Neil Gaiman e Dave McKean (Lion Comics), Topolino nella Valle Infernale di Floyd Gottfredson (Rizzoli-Lizard), Black Kiss di Howard Chaykin (Magic Press), Thor Omnibus di Walter Simonson (Panini Comics) e Tex il Grande! di Claudio Nizzi e Guido Buzzelli (NPE).
A domani con la classifica degli inediti!

venerdì 4 gennaio 2013

La Top 10 dei brani del 2012

Avete già spulciato la classifica dei miei album preferiti del 2012? Bene, perché ora tocca alla Top Ten dei miei brani preferiti dell'anno appena concluso. Enjoy them!

10. Lo Stato Sociale - Mi sono rotto il cazzo

9. Rover - Queen of the Fools

8. Yeasayer - Reagan's Skeleton

7. Grizzly Bear - Yet Again

6. Bruce Springsteen - Rocky Ground

5. Spiritualized - So Long You Pretty Thing

4. Beach House - Lazuli

3. Tame Impala - Feels Like We Only Go Backwards

2. Chromatics - Kill for Love

1. dEUS - The Soft Fall

Quindi quest'anno il primato va in Belgio! Okay, forse questo non è il brano migliore di sempre dei dEUS, ma di sicuro mi ha preso testa, cuore e pancia come nessun altro, durante il 2012. E poi mi è piaciuto molto anche il video (anche se il preferito, tra questi, è quello psichedelico dei Tame Impala).


Appuntamento al prossimo anno con le classifiche musicali, sperando in un 2013 più interessante di questo perlopiù deludente 2012!

mercoledì 2 gennaio 2013

La Top 20 degli album del 2012

Eccomi giunto all'ormai consueto appuntamento con le classifiche, cosa che mi diverte sempre moltissimo. Iniziamo dalla musica e, in particolare, dagli album. Come amo ripetere sempre, non sono un critico, perciò la classifica è fatta semplicemente a orecchio. Dall'ultima alla prima posizione... che il countdown abbia inizio!

20. Rover - Rover (Cinq 7)

19. Passion Pit - Gossamer (Frenchkiss)

18. Dum Dum Girls - End of Daze (Sub Pop)

17. Cat Power - Sun (Matador)

16. Afterhours - Padania (Germi)

15. La Sera - Sees the Light (Hardly Art)

14. Margot and the Nuclear So and Sos - Rot Gut, Domestic (Mariel)

13. M. Ward - A Wasteland Companion (Merge)

12. Purity Ring - Shrines (4AD)

11. Lotus Plaza - Spook Action at a Distance (Kranky)

10. Diaframma - Niente di serio (self-production)

9. Tennis - Young and Old (Fat Possum)

8. dEUS - Following Sea (PIAS)

7. DIIV - Oshin (Captured Tracks)

6. Tame Impala - Lonerism (Modular)

5. Spiritualized - Sweet Heart Sweet Light (Double Six)

4. Beach House - Bloom (Sub Pop)

3. Grizzly Bear - Shields (Warp)

2. Bruce Springsteen - Wrecking Ball (Columbia)

1. Chromatics - Kill for Love (Italians Do It Better)

Bello bello bello, l'album dei Chromatics, con i suoi suoni dark e minimalisti, tanto da riuscire a battere addirittura un mostro sacro come il Boss.
Pur avendo ascoltate tante belle cose, nella media il 2012 è stato comunque un anno piuttosto deludente, dal punto di vista musicale. Speriamo di rifarci in questo 2013, che dai primi annunci promette di avere molto appeal.
Tra due giorni, in ogni caso, appuntamento anche con la classifica dei migliori brani dell'anno!

venerdì 30 marzo 2012

The Notwist - Neon Golden: 10 anni dopo

Dieci anni fa, proprio in questi mesi, ascoltavo con passione e ammirazione un album dalle melodie morbide e ammalianti uscito da poco, nel gennaio 2002, che poi si sarebbe rivelato il miglior disco di quell'anno e uno dei tre-quattro migliori del decennio.
Sto parlando di Neon Golden dei Notwist, l'album con il cerchio nero su sfondo rosso.


A farmi innamorare di questo disco (letteralmente, visto che all'epoca si parlava di cd e non di mp3) e di questa band tedesca furono soprattutto i violini sintetici e le calde campionature di un brano in particolare, Solitaire.


Ma di brani fantastici l'album era zeppo! Ve ne suggerisco altri che non mi stancherò mai di ascoltare (il video di Pick Up the Phone, poi, è anche parecchio bello).




Questo album ha avuto una tale influenza su molta della musica indie venuta dopo, che suona ancora fresco e attuale! Forse anche di più del pur bello album successivo dei Notwist, The Devil, You + Me.

venerdì 20 gennaio 2012

La Top 10 dei fumetti del 2011

Ed eccomi giunto all'ultima classifica delle cose migliori del 2011. Dopo la musica, passo ai fumetti (inediti). Gli scorsi anni non me ne ero mai occupato qui sul blog, più che altro perché mi decidevo troppo tardi a capire cosa metterci. Quest'anno, invece, ho già le idee molto chiare.

10
Tex 609-610 di Gianfranco Manfredi e Giovanni Ticci/ Color Tex 1 di Mauro Boselli e Bruno Brindisi (Sergio Bonelli Editore)


La dimostrazione di come, in mano a due sceneggiatori più che capaci, anche un personaggio come Tex possa ancora divertire tanto e risultare fresco e contemporaneo. La storia di Manfredi regala ritmi narrativi d'alta scuola (e un Ticci spettacolare), quella di Boselli personaggi che abbandonano l'eterna monolicità per mostrare sfaccettature inedite del proprio carattere.

9
Rat-Man 82-85 di Leo Ortolani (Panini Comics)


C'è chi dice che non fa più ridere come una volta. Se il risultato è quello di queste storie, sagaci, irriverenti e ottimamente compiute su diversi livelli di lettura, non è che m'importi più di tanto! Perché le storie di Ortolani, nonostante possano sembrare "semplici" parodie, in realtà nascondono molto altro. E poi l'autore riesce a padroneggiare con sempre maggiore maestria il fumetto, inteso come mezzo narrativo.

8
Beta 1 di Luca Vanzella e Luca Genovese (Bao Publishing)


Non solo un omaggio ai robottoni di Go Nagai, ma una rivisitazione in chiave post-moderna dell'opera del maestro giapponese, sgrassata di alcuni elementi da "sospensione dell'incredulità" per essere calata in un contesto più realistico. Avvincente dalla prima all'ultima pagina e disegnato come meglio non potrebbe essere, come un manga, ma con una forte impronta italiana.

7
Fantastici Quattro: Tre di Jonathan Hickman e Steve Epting (Panini Comics)


Hickman è riuscito a riportare sulle pagine dei Fantastici Quattro, allo stesso tempo, grandeur cosmica e atmosfere famigliari corali: due dei capisaldi storici della serie. Con Tre, inoltre, è riuscito a tenere il lettore in tensione fino alla fine con una sceneggiatura perfetta. E Steve Epting è diventato uno dei migliori disegnatori americani della scena attuale, cupo ed essenziale quanto basta.

6
Trama di Ratigher (GRRRzetic Editrice)


Nato probabilmente con poche pretese, Trama racconta una storia avvincente, in cui i personaggi sono vittime, più che di un qualche assassino (comunque presente), del proprio destino, rappresentato dalla trama horror della storia, da cui, loro malgrado, non possono sfuggire. Una trama, appunto, claustrofobica e ineluttabile, che non lascia scampo ai personaggi così come ai lettori.

5
Irene e i clochard di Ruppert & Mulot (Canicola)


Un'opera quasi teatrale, sospesa tra il reale e il surreale, in grado di raccontare la vita di una ragazza con crudezza e allo stesso tempo delicatezza, attraendo e appassionando il lettore tramite i vuoti (grafici e narrativi) che caratterizzano la storia. La più piacevole sorpresa dell'anno, per quanto mi riguarda.

4
The Walking Dead volumi 9-10 di Robert Kirkman e Charlie Adlard (saldaPress)


Una serie sconvolgente, spiazzante, che prende allo stomaco fino alle viscere e lascia spesso il magone. Una di quelle poche opere per le quali la frase "niente sarà più come prima" ha davvero senso. Qui la tensione narrativa funziona davvero, all'opposto della noiosa serie televisiva, forse anche grazie alle atmosfere create dal bianco e nero di Adlard.

3
Polina di Bastien Vivès (Black Velvet Editrice)


Chi l'avrebbe mai detto che una storia sulla danza classica potesse coinvolgermi così tanto? Il talento di Bastien Vivès sembra aver raggiunto la piena maturità, sia narrativa che grafica. Un vero e proprio romanzo di formazione che descrive la ricerca di una propria identità da parte della protagonista, una talentuosa ballerina, segnata da un bianco e nero minimalista ma raffinato e spietato, che si esalta nelle gestualità e nelle espressioni quotidiane.

2
Habibi di Craig Thompson (Rizzoli-Lizard)


Romantico, mistico, appassionante... Habibi è questo e anche altro. Una storia d'amore dai presupposti decisamente peculiari, caratterizzata da un forte simbolismo e ambientata in un'epoca senza tempo, con atmosfere che richiamano in modo evidente Le mille e una notte e che scavano a fondo nelle radici comuni tra cristianesimo e islamismo. Una buona sostanza incorniciata da una forma eccezionale: le matite di Thompson sono magiche, avvolgono il lettore e lo accompagnano per tutto il volume, tra ricami e giochi grafici. E poi l'autore è uno dei pochi veri eredi di Will Eisner, in grado di utilizzare in modo sapiente tutte le armi a disposizione del fumetto per raccontare la propria storia. Che tra l'altro non annoia mai, grazie alla quantità di trovate narrative sempre fresche e sorprendenti che vengono fuori, nonostante le 600 e più pagine che la compongono.

1
Asterios Polyp di David Mazzucchelli (Fandango/Coconino Press)


Fumetto dell'anno, del decennio, forse anche del secolo! Usando come base una tipica storia di formazione da grande romanzo americano, con un protagonista tormentato alla ricerca di se stesso, Mazzucchelli ha costruito un'architettura di segni, colori e parole realizzabile solo sotto forma di fumetto. E proprio come in una struttura architettonicamente perfetta, tutto ha un senso, tutto ha un significato. Un'opera che si esalta nella coerente variegatura di stili con cui viene raccontata e che trasuda storia del fumetto, pur offrendo un significativo spaccato della nostra contemporaneità, grazie soprattutto a personaggi interessanti, vividi e intensi. Un libro, insomma, che non si esaurisce alla prima lettura, ma che va riletto, esaminato, destrutturato, rimesso in discussione, senza tregua. Capolavoro.

Per concludere, mi piacerebbe citare altri fumetti che non hanno trovato spazio in questa classifica (dovevo pur pormi un limite), ma che ho apprezzato comunque molto. Ecco quindi L'inverno del disegnatore di Paco Roca (Tunué), Capire Israele in 60 giorni (o anche meno) di Sarah Glidden (Rizzoli-Lizard), Q and A di Mitsuru Adachi (Star Comics), Zombie Gay in Vaticano di Davide La Rosa e Vanessa Cardinali (autoprodotto), Gundam Origini di Yoshikazu Yasuhiko (Star Comics), il Capitan America di Ed Brubaker (Panini Comics) e il Batman di Grant Morrison (Planeta DeAgostini).

All'anno prossimo!

martedì 17 gennaio 2012

La Top 20 degli album del 2011 - Addenda (Iosonouncane)

Tra gli album che ho più ascoltato e adorato nel 2011, in realtà, ce n'è uno che non ho messo in classifica, perché purtroppo era uscito a fine 2010. E non era in quella dell'anno precedente perché l'avevo ascoltato un po' tardi rispetto alla stesura della classifica. Nonostante questo, sarebbe stato nelle primissime posizioni sia nel 2010 che nel 2011, quindi mi è parso il caso di farne almeno una segnalazione.
Sto parlando di La macarena su Roma di Iosonouncane, all'anagrafe Jacopo Incani, che mi ha entusiasmato per qualità di testi e suoni.


In particolare, ancora dopo un anno, non riesco a non esaltarmi ogni volta che ascolto e mi ritrovo a canticchiare il seguente brano.


Ascoltate però anche il lungo brano che dà il titolo all'album, perché è sicuramente più indicativo di quello che è l'album.


Il mio consiglio è di ascoltare sì l'album, ma soprattutto di andarlo a sentire dal vivo alla prima occasione possibile, perché è davvero eccezionale, lui tutto solo con sintetizzatore e chitarra, in grado di proporre ogni volta uno spettacolo diverso (io l'ho già visto tre volte e non mi stanco mai).

giovedì 12 gennaio 2012

La Top 10 dei brani del 2011

Dopo la classifica degli album, arriva anche quella dei brani che più mi hanno sfiziato nel corso del 2011. Dieci brani, che vi faccio anche ascoltare, e che vi propongo dall'ultima alla prima posizione!

10. Dente - Rette Parallele

9. The Antlers - Every Night My Teeth Are Falling Out

8. Vinicio Capossela - Pryntyl

7. Thurstone Moore - Benediction

6. Paolo Benvegnù - Andromeda Maria

5. Bill Callahan - Drover

4. The National - Think You Can Wait

3. PJ Harvey - The Words That Maketh Murder

2. Fleet Foxes - The Shrine/An Argument

1. M83 - Midnight City

E con la scelta degli M83 al primo posto, mi trovo per una volta d'accordo con Pitchfork!
Il lungo brano dei Fleet Foxes alla posizione numero 2 si aggiudica invece anche il premio come mio videoclip musicale preferito dell'anno.

lunedì 9 gennaio 2012

La Top 20 degli album del 2011

Uno dei momenti più divertenti di inizio anno è per me quello delle classifiche relative all'anno precedente! Quest'anno quella dei migliori album mi ha fatto penare parecchio, visto che nel 2011 ne ho ascoltati tantissimi... davvero troppi, forse! Come al solito, ve li presento in ordine inverso, dalla ventesima alla prima posizione, e senza commenti, che sarebbero superflui e inutili.

20. M83 - Hurry Up, We're Dreaming (Naïve)



19. dEUS - Keep You Close (PIAS)



18. Feist - Metals (Arts & Crafts)



17. Girls - Father, Son, Holy Ghost (True Panther)



16. The Rapture - In the Grace of Your Love (DFA)



15. Cults - Cults (In the Name Of)



14. Radiohead - The King of Limbs (self-production)



13. Thao & Mirah - Thao & Mirah (Kill Rock Stars)



12. Danger Mouse & Daniele Luppi - Rome (Parlophone)



11. Tennis - Cape Dory (Fat Possum)



10. Dente - Io tra di noi (Ghost)



9. The Antlers - Burst Apart (Transgressive)



8. Lykke Li - Wounded Rhymes  (LL)



7. Lamb - 5 (Strata Music)



6. Anna Calvi - Anna Calvi (Domino)



5. Thurston Moore - Demolished Toughts (Matador)



4. Paolo Benvegnù - Hermann (La Pioggia)



3. Tom Waits - Bad As Me (Anti-)



2. Fleet Foxes - Helplessness Blues (Sub Pop)



1. PJ Harvey - Let England Shake (Island)


E a vincere è una delle mie beniamine di sempre, PJ Harvey, che dopo un paio di album deludenti è tornata alla grande. Tra le cose rimaste fuori, invece, mi fa piacere citare in ordine sparso Wilco, Gruff Rhys, St. Vincent, The Drums, Cristina Donà, Arctic Monkeys, Beirut, Atlas Sound e Brunori S.a.s., i cui album ho ascoltato molto, ma che hanno mancato di poco l'ingresso in classifica.
La palma di peggior copertina, invece, almeno tra queste venti, spetta sicuramente ai Tennis: decisamente troppo Bee Gees. Meglio ascoltarli.