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giovedì 26 aprile 2012

The Avengers: recensione nerd

OMG! Credo che The Avengers sia il miglior film di supereroi di tutti tempi! Epico, divertente, emozionante, da brividi lungo la schiena!


Un film leggendario e mai noioso, in cui i personaggi parlano e agiscono proprio come le loro controparti di carta (in particolare Capitan America, carismatico e fuori dal tempo, ben interpretato da un finalmente convincente Chris Evans), e che strizza in continuazione l'occhio ai fan della serie a fumetti. Il regista Joss Whedon (grande fan degli X-Men, di cui ha anche scritto un ciclo di episodi) e gli sceneggiatori dimostrano di conoscere le storie dei più potenti eroi della Terra, con citazioni dalla loro primissima avventura (firmata da Stan Lee e Jack Kirby), ma anche dagli Ultimates (i Vendicatori alternativi) di Mark Millar e Bryan Hitch (a partire dai Chitauri, che tuttavia risultano parecchio trasfigurati).
Una citazione particolare per le due protagoniste femminili del film: Scarlett Johansson, che ha interpretato una Vedova Nera meno seducente ma meglio caratterizzata rispetto a Iron Man 2, e soprattutto Cobie Smulders, la Robin Scherbatsky di How I Met Your Mother (la migliore sit-com di sempre) nei panni di Maria Hill, uno degli agenti dello S.H.I.E.L.D.
Peccato solo per un'inspiegabile scelta di traduzione: il titolo del film è rimasto "The Avengers", come in originale, e ci può stare, soprattutto se nel corso di esso si parla anche di "progetto Avengers". Però allora i protagonisti perché si autodefiniscono "Vendicatori"?
Dopo l'immagine, i tre momenti da pelle d'oca che secondo me regala questo film. SPOILER ALERT per chi non l'ha ancora visto!


1. Capitan (e non Captain) America che si mette a dare ordini al gruppo... Hulk compreso! In poche battute, nonostante l'orrido costume, Cap raggiunge uno spessore caratteriale che gli era mancato in tutto un intero film a lui dedicato.

2. L'apparizione di Thanos nella consueta scena post-titoli di coda (anche se io avevo già immaginato, durante il film, che sarebbe stato proprio lui il villain misterioso che si nasconde dietro a Loki).

3. Iron Man che, durante la battaglia contro i Chitauri in piena New York, fa rimbalzare i raggi repulsori sullo scudo di Capitan America... momento clou dello scontro finale (insieme a un'epica battuta proferita da Bruce Banner appena prima di trasformarsi in Hulk ed entrare in azione: "Io sono sempre arrabbiato").

E ora... aspettiamo con ancora maggiore trapidazione The Avengers 2, no?

P.S. Possibile che non si siano ricordati di far gridare a Capitan America, nemmeno nella battaglia finale, un "Vendicatori uniti"?

giovedì 27 novembre 2008

Ultimates vol. 3 di Jeph Loeb e Joe Madureira

Finalmente è arrivata anche in Italia l'attesa terza serie degli Ultimates, realizzata da Jeph Loeb e Joe Madureira. Di sicuro c'era da aspettarsi qualcosa di molto differente da quanto fatto negli anni precedenti da Mark Millar e Bryan Hitch e io sono ancora convinto che sia stato un bene, pur non essendo molto esaltato da questa nuova versione.
Per carità, non si tratta affatto di un pessimo prodotto! La storia in sé non è male, è ben scritta, ha un buon ritmo e soprattutto ha un taglio moderno. Però Loeb sembra calcare un po' troppo la mano su alcune situazioni per cercare di renderle originali, finendo piuttosto per farle divenire un po' troppo eccentriche. Un esempio è la caratterizzazione di Quicksilver e Scarlet, su cui sembra che l'autore abbia calcato la mano un po' troppo gratuitamente. Al contrario, ho apprezzato il nuovo Occhio di Falco, che porta un bersaglio sulla fronte in maniera letterale e metaforica. Vedremo comunque come si evolverà la situazione nei prossimi mesi, di certo in questo primo numero c'è molta carne al fuoco (anche troppa, provocando un po' di confusione).
Per quanto riguarda l'aspetto grafico, non sono mai stato un fan di Madureira così come non ho mai apprezzato tutti quei disegnatori manga-style spuntati fuori tra la fine degli anni '90 e l'inizio del nuovo secolo. Però devo confessare di aver apprezzato la nuova evoluzione di questo disegnatore, che ha abbandonato le esagerazioni all'orientale (occhioni, piedoni...) pur mantenendo uno stile molto dinamico. Peccato che i colori siano pessimi, troppo soffusi e innaturali.